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	<title>Real Estate Salento</title>
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	<description>Blog &#38; articoli - Vacanze nel Salento a portata di click!</description>
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		<title>Monti e Bersani: via libera al rigassificatore di Gioia Tauro degli amici del PD. L&#8217;associazione a delinquere continua!</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 19:57:38 +0000</pubDate>
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<p>Ancora una dimostrazione che l’accoppiata Monti – Bersani è un pericolo vero per il nostro paese e per i cittadini.</p>
<p>Si tratta , infatti, di una vera e propria associazione a stampo mafioso dove il paese viene violentato a proprio uso e consumo e i cittadini non contano nulla. Ciò che conta è il profitto.</p>
<p><a  style="font-style: normal; line-height: 24px; text-decoration: underline;" href="http://www.realestatesalento.net/pr/?attachment_id=585" rel="attachment wp-att-585"><img class="alignleft size-full wp-image-585" style="border-color: #bbbbbb; margin-top: 0.4em; background-color: #eeeeee;" alt="rigassificatore" src="http://www.realestatesalento.net/pr/wp-content/uploads/2013/02/rigassificatore.jpg" width="635" height="204" /></a></p>
<p>Lo stupore non è tanto verso Monti che, essendo uomo della finanza, persegue quella che è la sua convizione: ciò che conta è il successo dei potenti e i cittadini sono solo carne da macello.</p>
<p>Ciò che mi lascia perplesso è che un partito come il PD che affonda le sue origini nel proletariato, persegua lo stesso fine dei Montiani.</p>
<p>E’ un partito che detiene forti partecipazione nel modo della finanza e ne mondo della finanza ed è quindi in conflitto di interessi per governare uno stato come l’Italia.</p>
<p>Dopo aver preteso in tutti i modi possibili che procedessero i lavori per la TAV il cui appalto principale  è stato assegnato alla coop rossa  CMC, dopo lo scandalo per lo snodo dell’alta velocità a Firenze (anche qui coinvolte coop rosse per l’utilizzo di materiali non idonei, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini), dopo lo scandalo di MPS in cui migliaia di lavora toto hanno perso o stanno per perdere il posto di lavoro e migliaia di piccoli azionisti hanno visto andare in fumo i propri risparmi, ecco che il PD ci riprova!</p>
<p>I giornali ne parlano poco e questo è un altro dei problemi che avremmo con un PD al governo, ma il Governo Monti nel decreto sviluppo ha dato il &#8220;via libera&#8221; al rigassificatore di Gioia Tauro.</p>
<p>Io non sono un contrario a priori alle grandi opere. Ma ancora una volta vi è un evidente disinteresse verso la sicurezza dei cittadini e una elevata attenzione al profitto ed a fare favori agli amici.</p>
<p>Con l’articolo 38 del testo, vengono aggirate le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che, per ben due volte, aveva bocciato l’opera proprio perché gli studi presentati risultano “incompleti e non definiti con l’estensione e gli approfondimenti necessari all’espressione di un compiuto parere sulla fattibilità dell’opera”. L’organo davvero “tecnico” della questione, infatti, ha evidenziato il fatto che il territorio in cui dovrà sorgere la mega struttura è una delle maggiori aree a rischio sismico del Paese. Esattamente come accadde per l’Ilva di Taranto il governo ha messo in piedi una norma ad aziendam, questa volta per agevolare la LNG MedGas, l’unica azienda accreditata in Italia a fare operazioni di questo tipo. Dietro la sigla LNG ci sono altre due società importanti: la Med Gas Italia (ex- Belleli che crollo con lo scandalo di tangentopoli) che detiene circa il 25% e la Fin Gas che detiene il 70% delle azioni e che è composta da Iride (controllata dai Comuni di Genova e Torino di area PD e che hanno dato le poltrone ad adepti del partito) e dalla Sorgenia della famiglia De Benedetti (per lungo tempo tessera n° 1 del PD).</p>
<p>Il primo cittadino di San Ferdinando, Domenico Madaffari, ha minacciato che non si recherà alle urne, nonostante fino a poco tempo fa avesse accolto a braccia aperte la candidata del suo partito, Rosy Bindi.</p>
<p>Insomma una storia di ordinaria porcheria!</p>
<p>Questo è in realtà il PD: un partito con forti conflitti di interesse, forse anche più di Berlusconi, e che è accecato dalla finanza e dal potere. Senza alcun rispetto per le leggi (anch’esso se le aggiusta come gli servono) e per la sicurezza dei cittadini. Sono decine i miliardi dirottati nelle tasche degli amici o fatti sparire chissà dove. Tutto questo come partito di minoranza. Se dovesse giungere ad avere la maggioranza, sarebbe il disastro totale!</p>
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		<title>Rifiuti a costo zero &#8211;  Il viaggio continua: la tassa (TARES)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 00:47:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei rifiuti e speriamo, che alla sua fine, riusciremo a farveli vedere un po’ meno sporchi di quello che sono oggi! In due articoli precedenti ci siamo occupati dell’organizzazione aziendale e dei piccoli accorgimenti &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=564">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=564">Rifiuti a costo zero &#8211;  Il viaggio continua: la tassa (TARES)</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p>Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei rifiuti e speriamo, che alla sua fine, riusciremo a farveli vedere un po’ meno sporchi di quello che sono oggi!</p>
<p>In due articoli precedenti ci siamo occupati dell’organizzazione aziendale e dei piccoli accorgimenti che, da una parte, possono portare ad un non trascurabile risparmio nella gestione dei rifiuti e dall’altra, possono essere alquanto educativi e con risvolti sociali apprezzabili.</p>
<p>Oggi ci occuperemo di TARES, la nuova tassa sui rifiuti.</p>
<p><b>Il metodo di tassazione:</b></p>
<p>La tassazione sullo smaltimento e riciclo dei  rifiuti solidi urbani (RSU), prevede una proporzionalità in base alla superficie occupata, coperta e scoperta, da cui possano avere origine rifiuti. Viene stabilita una tariffa alla quale, mediante apposito regolamento, si possono prevedere sconti ed esenzioni.  Si prevede la possibilità di agire con sconti incentivanti verso gli individui che riciclano, attraverso premi che possono essere erogati in varie forme: dallo sconto sulla tassa alla elargizione di buoni spesa o addirittura con denaro contante. Queste forme incentivanti, la cui applicazione non è obbligatoria, sono state ignorate in quasi tutto il Salento.</p>
<p>Il metodo di tassazione prevede che gli importi totali derivanti dalla tassa sui rifiuti devono coprire integralmente i costi di tale servizio e di quelli correlati. Pertanto ciò che viene riscosso dalla tassa sui rifiuti, andrebbe destinato a coprire le spese del servizio. Tuttavia accade che, poiché tali somme riscosse non sono vincolate a tale spesa, si finisce sempre che vengono spesi per altro e i rifiuti restano senza fondi.</p>
<p>Chi già copriva l’intero servizio, non avrebbe dovuto avere aumenti. In realtà è previsto un aumento della tariffa  in ogni caso che andrà da 0,30 € a 0,40 € al m<sup>2</sup>.</p>
<p>La TARES prevede anche la possibilità di  una  tariffa  avente natura corrispettiva, in luogo del tributo per quei  comuni che hanno realizzato sistemi  di  misurazione  puntuale della quantità di rifiuti conferiti al  servizio  pubblico.</p>
<p><b>Le nostre considerazioni:</b></p>
<p>Fermo restando che ancora una volta la legge è stata scritta da chi non conosce il problema rifiuti, ma semplicemente da contabili, i costi per la gestione dei rifiuti sta diventando un costo di rilievo per una famiglia media. Quindi, a maggior ragione non è più rimandabile una gestione economicamente ed eticamente corretta dei RSU.</p>
<p>In effetti un sistema perfetto dovrebbe prevedere di far pagare il costo del servizio sulla base dei rifiuti prodotti effettivamente e non differenziati. Questo avrebbe l’effetto di aumentare l’attenzione delle persone già sugli acquisti, indirizzandoli su quei prodotti più attenti all’uso di imballaggi e componenti riciclabili. Le leggi prevedono già certificazioni per quei prodotti che sono composti da materiali completamente riciclabili. Ci sarebbe anche maggiore attenzione sulla differenziazione.</p>
<p>Tuttavia, non esiste il metodo per conoscere la quantità di rifiuti prodotta, ma solo quella conferita. Questo rischierebbe, in un luogo dove l’attenzione per l’ambiente è ancora molto bassa come nel Salento, di incentivare il sorgere di discariche abusive, dove la gente, nel tentativo di pagare meno tasse, vada a gettare in modo disonesto i rifiuti. Questo avrebbe un altro effetto: siccome il comune in cui si trova la discarica abusiva è tenuto comunque a smaltire quei rifiuti, il risultato sarebbe che quei costi si ripartirebbero tra i contribuenti in modo proporzionale ai rifiuti conferiti. Di conseguenza gli onesti pagherebbero anche per i disonesti.</p>
<p>Allora meglio una tassa più approssimativa sulla dimensione dei locali e degli spazi scoperti. Tuttavia, alla fine della nostra storia, il fatto che sia utilizzato un metodo di calcolo approssimativo avrà poca importanza, in quanto la legge prevede una copertura totale dei costi nello stabilire la tariffa ed il nostro scopo è proprio quello di portare tali costi a cifre molto prossime allo zero.</p>
<p>Inoltre, andrebbe utilizzata la scontistica/rimborso in base alla raccolta differenziata conferita in quanto, oltre a ridurre i costi di raccolta e addirittura aumentare gli introiti derivanti dalla rivendita di tali prodotti, permetterebbe un riequilibrio parziale verso i soggetti più attenti e sensibili al problema, a correzione del metodo di calcolo della tassa che, invece, non permette tale distinzione.</p>
<p>Come ciò possa avvenire tecnicamente, lo vedremo nel prossimo articolo in cui ci occuperemo della raccolta dei RSU.</p>
<p><b>D.L. n. 201/2011 art. 14 </b><i>(</i><i>Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi)</i><b>  commi:</b></p>
<p>11.   La tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi  ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio. La tariffa è determinata ricomprendendo anche i costi di cui all’articolo 15 del decreto.</p>
<p>13.   Alla tariffa determinata in base alle disposizioni di cui ai commi da 8 a 12, si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, i quali possono, con deliberazione del consiglio comunale, modificare in aumento la misura della maggiorazione fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove è ubicato.</p>
<p>17.   Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.</p>
<p>29.   I comuni che hanno realizzato sistemi  di  misurazione  puntuale della quantità di rifiuti conferiti al  servizio  pubblico  possono, con regolamento,  prevedere  l&#8217;applicazione  di  una  tariffa  avente natura corrispettiva, in luogo del tributo.</p>
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		<title>Lancio una provocazione: le strutture sportive &#8220;incompiute&#8221; come risorsa di sviluppo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 22:18:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi, sono state diffuse su Facebook foto e video di due strutture sportive mai ultimate: la piscina e il pallone tensostatico di Racale. A Taviano abbiamo diverse strutture sportive tutte inutilizzate o sottoutilizzate e che in bilancio significano &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=536">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=536">Lancio una provocazione: le strutture sportive &#8220;incompiute&#8221; come risorsa di sviluppo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p><a  href="http://www.realestatesalento.net/pr/?attachment_id=537" rel="attachment wp-att-537"><img class="alignleft  wp-image-537" alt="Piscina Racale" src="http://www.realestatesalento.net/pr/wp-content/uploads/2013/01/Piscina-Racale.jpg" width="300" height="225" /></a>Negli ultimi tempi, sono state diffuse su Facebook foto e video di due strutture sportive mai ultimate: la piscina e il pallone tensostatico di Racale. A Taviano abbiamo diverse strutture sportive tutte inutilizzate o sottoutilizzate e che in bilancio significano un bel costo per la comunità: la pista di atletica, il palazzetto dello sport, il parco Ricchiello, il centro sportivo a Mancaversa (tutte strutture in stato di abbandono o di semi abbandono di manutenzione). Ma non contenti di tutto questo, gli amministratori di Taviano stanno costruendo un ulteriore centro sportivo in zona Gallari. Che, se oggi suscita orgoglio nei cittadini, domani susciterà sdegno per l’impossibilità di fare l’opportuna manutenzione. Sì, perché i fondi europei hanno questo difetto: aiutano a creare infrastrutture che poi bisogna far produrre, dovrebbero essere occasione di sviluppo. Qui, i fondi europei vengono utilizzati per produrre strutture usa e getta. Finché durano con l’investimento iniziale e poi si abbandonano. Una volta diviso il malloppo, basta! Penso che questa situazione sia presente anche negli altri Comuni dell’Unione. Nessun piano di sviluppo comunale o intercomunale viene seguito. Correre ai ripari dopo è sempre più difficile che partire con un progetto.</p>
<p>Milioni di Euro gettati via.</p>
<p>Quello che tuttavia mi deprime di più è la rassegnazione a questo scempio da parte degli amministratori locali.</p>
<p>E’ sufficiente dire che è colpa di chi ha governato in passato e la propria coscienza è a posto.</p>
<p>Purtroppo, decenni di politica assistenzialista da parte del governo centrale ha ingenerato questo atteggiamento: i problemi spetta sempre a qualcun altro risolverli.</p>
<p>Tuttavia, i tempi stanno cambiando e le spinte verso un federalismo fiscale (giusto o sbagliato che sia) diventano sempre più pressanti. Occorre quindi in tempi rapidi cercare di cambiare la mentalità. Dobbiamo imparare a risolvere i nostri problemi da soli.</p>
<p>Allora, da privato cittadino provo a lanciare una provocazione. Non vuole essere “la soluzione” del problema, né una soluzione. Il mio scopo è quello di stimolare una discussione  sull’argomento e cercare delle soluzioni efficaci affinché non ci si rassegni a tanto spreco senza almeno aver provato a dare, a tali strutture, la dignità per cui la comunità europea ci ha dato quei fondi.</p>
<p>Da tempo, con amici, discutevamo su cosa potrebbe essere fatto nell’area dell’Unione dei Comuni Ionica Salentina per attrarre l’attenzione e che non sia stato già fatto da altri. Non abbiamo spiagge di particolare interesse, i centri storici (Felline a parte) non hanno tratti distintivi particolari, la “Città dei fiori” è ormai tale solo nel nome (tutti i turisti mi chiedono: “ma i fiori dove sono?”.</p>
<p>L’idea è di promuovere l’Unione dei Comuni come “Cittadella dello sport” e polo sportivo per tutto il Salento. Un centro sportivo polifunzionale per ritiri per allenamenti, congressi, manifestazioni.</p>
<p>I soldi per il completamento delle opere potrebbero essere recuperati costituendo una società o a capitale misto (pubblico e privato) o solo privato, la componente privata basata, in ogni caso, su un azionariato popolare in modo che gli avvoltoi speculatori possano essere tenuti a bada. Nel primo caso i comuni entrerebbero mettendo come capitale iniziale gli immobili da coinvolgere nel progetto nello stato in cui si trovano; nel secondo caso l’Unione dei Comuni, facendosi carico comunque della promozione dell’iniziativa, dovrebbero concedere lo sfruttamento commerciale delle strutture da parte della società che li andrebbe a completare per un periodo più o meno lungo. In entrambi  i casi, dopo aver fatto una stima delle necessità finanziarie, promuoverebbero una vendita di piccole quote di capitale (p.e. pacchetti di 50,00 €). Mettendo come limite massimo per un unico possessore il 5% del capitale sociale.</p>
<p>Realtà di questo tipo sono già presenti in Italia (p.e. Sportilia vicino a Forlì). Lì hanno come attrattiva le colline e tanto spazio verde, noi abbiamo i centri sportivi integrati nelle cittadine, ma il Salento offre oggi un’attrattiva che nessuno ha in Italia.</p>
<p>Si recupererebbero i centri sportivi non ultimati, con buone possibilità di guadagno da parte della società che li gestirebbe. Inoltre, si avrebbe un indotto sull’economia grazie alla possibilità di destagionalizzare il turismo. Infine, si darebbe la possibilità a i salentini di un centro sportivo attrezzato in cui eventuali talenti potrebbero essere seguiti per un avvio ad una carriera sportiva (faccio notare che un’atleta del calibro di Daniele Greco è costretto ad allenarsi in una pista di atletica decadente). Infine, potrebbe essere di richiamo per altri atleti da tutta la Puglia, ma anche da altre parti di Italia. La possibilità di praticare sport in Italia è legata alla sola possibilità di arruolarsi. La selezione e la gestione è affidata al caso e alla caparbietà degli atleti.</p>
<p>Visto che si parla tanto di unire i comuni, sarebbe anche l’occasione per mettere alla prova le comunità sulla capacità di lavorare insieme su un progetto.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=536">Lancio una provocazione: le strutture sportive &#8220;incompiute&#8221; come risorsa di sviluppo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti a costo zero &#8211; Pubbliche Amministrazione e la cultura del riciclo con piccoli impegni</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 21:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti a costo zero]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazioni]]></category>
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<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/2013/01/13/rifiuti-a-costo-zero-pubbliche-amministrazione-e-la-cultura-del-riciclo-con-piccoli-impegni/mercatinousato/" rel="attachment wp-att-371"><img class="alignleft size-medium wp-image-371" alt="mercatino dell'usato" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/mercatinousato-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Continuiamo la nostra riflessione sul riciclaggio dei rifiuti!</p>
<p>E’ chiaro che l’obiettivo primo dovrebbe essere la prevenzione, cioè non si dovrebbero produrre rifiuti o, perlomeno, se ne dovrebbero produrre il meno possibile. E’ anche chiaro che per fare ciò sarebbe necessario una pianificazione a livello nazionale. Non riteniamo di poter incidere in maniera significativa a tale livello. Tuttavia, qualcosa si muove anche in tal senso. Grazie a decisioni europee che vanno in tale direzione, l’Italia si è dovuta adeguare con leggi atte a regolamentare il settore sia dal punto di vista della riduzione degli imballaggi, sia sui materiali utilizzati per la produzione (salvo che non ci siano alternative, si è obbligati a utilizzare materie prime riciclabili), sia per l’incentivazione all’utilizzo di materie prime e di prodotti derivati dal riciclaggio. Il problema è, come sempre in Italia, passare dalla legge alla sua applicazione. Un ulteriore problema è che le pubbliche amministrazioni che dovrebbero dare buon esempio e per le quali esistono già norme che <b>obbligano</b> in tal senso, non si preoccupano di perseguire una politica di attenzione per l’ambiente.</p>
<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/2013/01/13/rifiuti-a-costo-zero-pubbliche-amministrazione-e-la-cultura-del-riciclo-con-piccoli-impegni/carta/" rel="attachment wp-att-372"><img class="size-full wp-image-372 alignright" alt="carta" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/carta.jpg" width="300" height="267" /></a>Andiamo ora a suggerire alcuni piccoli accorgimenti, i cui costi sarebbero sicuramente economicamente sostenibili e che potrebbero dare il loro piccolo contributo ad una corretta gestione dei rifiuti. Sono consigli, ma le leggi che riportiamo in seguito imporrebbero interventi anche più efficaci che però, senza una politica di gestione dei rifiuti generalizzata, andrebbero a pesare ancora sulle tasche dei contribuenti. Mentre questi piccoli accorgimenti riportati sarebbero a costo zero o quasi (poche migliaia di euro al massimo che si ripagherebbero nel tempo).</p>
<ol>
<li>Posate e piatti in plastica lavabili e riutilizzabili nelle mense scolastiche e la fornitura di una lavastoviglie industriale.</li>
<li>Carta riciclata negli uffici pubblici (uffici comunali, scuole, ecc.).</li>
<li>Promozione e incentivazione dell’utilizzo dell’acqua del rubinetto mediante meccanismi di trasparenza che pubblicizzino la bontà della stessa con analisi frequenti che vengano pubblicate sul sito del comune. Qualora fosse necessario, utilizzando appositi filtri. Questo porterebbe ad una conseguente riduzione di bottiglie di plastica.</li>
<li>Introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.</li>
<li>Un mercatino annuale in cui i cittadini svuotano le soffitte e le cantine e mettono in vendita o regalano gli oggetti che non intendono più utilizzare.  Oltre ad avere efficacia nell’allungare la vita degli oggetti, sarebbe occasione di socializzazione per la comunità interessata.</li>
<li>Istituire un centro dove i disoccupati a conoscenza di mestieri utili allo scopo possano contribuire al riutilizzo di elettrodomestici e mobili che, una volta riparati possano ancora essere utilizzati e rivenduti. In cambio percepirebbero un assegno mensile di sostegno. Allo stesso tempo possano disassemblare ciò che non è possibile più utilizzare per separare i diversi componenti da smaltire poi correttamente.</li>
</ol>
<p><i><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/2013/01/13/rifiuti-a-costo-zero-pubbliche-amministrazione-e-la-cultura-del-riciclo-con-piccoli-impegni/riparazione/" rel="attachment wp-att-373"><img class="alignleft size-medium wp-image-373" alt="riparazione mobili" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/riparazione-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a>Ricordiamo che il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179  dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti.</i></p>
<p>Il concetto di Acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (Green Public Procurement, o <b>GPP</b>) è stato definito dalla Commissione europea come <i>“l&#8217;approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali nelle fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull&#8217;ambiente lungo l&#8217;intero ciclo di vita”.</i></p>
<p><i>Già nell’anno 2003 la stessa Commissione Europea aveva invitato gli stati membri ad adottare dei Piani d’azione nazionali, cd. <b>PAN</b> sul GPP; l’Italia aveva provveduto a “tale invito” con l’emanazione del Decreto interministeriale dell’<b>11 aprile 2008, n. 135</b>. </i></p>
<p><i><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/2013/01/13/rifiuti-a-costo-zero-pubbliche-amministrazione-e-la-cultura-del-riciclo-con-piccoli-impegni/acqua-di-rubinetto/" rel="attachment wp-att-374"><img class="alignright size-medium wp-image-374" alt="Acqua-di-rubinetto" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/Acqua-di-rubinetto-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Il Piano prevede l’emanazione dei sopra citati criteri per <b>undici categorie merceologiche</b> individuate dalla Legge n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), art. 1, commi 1126, 1127 e 1128, ovvero nello specifico: arredi, edilizia, gestione dei rifiuti, servizi urbani e al territorio, servizi energetici, elettronica, prodotti tessili e calzature, cancelleria, ristorazione, servizi di, gestione degli edifici, trasporti. </i></p>
<p>Il provvedimento del 12 ottobre 2009 adotta <b>i primi criteri ambientali relativi a due prodotti (</b>che rientrano in due delle citate undici categorie merceologiche più generali, ovvero cancelleria e servizi urbani e al territorio), ed in particolare:</p>
<ul>
<li><b>carta in risme, vergine e carta riciclata;</b></li>
<li><b>ammendanti del suolo.</b></li>
</ul>
<p>Per quanto concerne gli ammendanti il provvedimento (nell’allegato) stabilisce che per il rispetto dei requisiti di <b>conformità normativa</b>, l’ammendante dovrà:</p>
<ul>
<li>essere <b>conforme alle norme vigenti</b> quali l&#8217;art. 2, comma 1, punto z) del decreto legislativo 217/2006 – <i>“Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti” </i>e s.m.i.;</li>
<li>rispondere alle caratteristiche per gli <b>ammendanti compostati</b> di cui all&#8217;allegato 2 del D.Lgs. 217/2006 e s.m.i..</li>
</ul>
<p>Per ciò che concerne i <b>mezzi di prova</b> <b>di conformità</b> alle specifiche tecniche, è possibile fare riferimento all’autodichiarazione sottoscritta da parte delle ditte concorrenti; la ditta “affidataria” dovrà produrre le certificazioni di conformità da parte di organismi indipendenti riconosciuti.</p>
<p>Per quel che attiene, infine, alle risme di carta, lo stesso provvedimento fa un accenno al rispetto delle indicazioni contenute nel D.M. n. 203/2003), il quale “<i>prevede che gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo) e alla relativa Circolare applicativa del 3 dicembre 2004”. </i></p>
<p>Lo scopo del provvedimento in questione, pertanto, è quello d’incoraggiare la diffusione di tecnologie ambientali e di prodotti che siano validi sotto il profilo ambientale e con il minor impatto sull’ambiente per l’intero ciclo vitale.</p>
<p>Speriamo che con questo articolo siamo riusciti a dare un piccolo contribuito informando amministrazioni e cittadini. Le amministrazioni pronte a perseguire comportamenti poco corretti da parte dei cittadini, non dovrebbero  avere atteggiamenti di insofferenza verso le regole, soprattutto se non ci sono motivi che ne impediscano l’attuazione.</p>
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		<title>Rifiuti a costo zero &#8211; Cominciamo ad esporre il nostro progetto: &#8220;La gestione&#8221;</title>
		<link>http://www.realestatesalento.net/pr/?p=353</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 00:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti a costo zero]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Il progetto &#8220;Rifiuti a costo zero&#8221; prosegue nella nostra riflessione interna all’associazone. Mano a mano che ci chiariamo le idee, cerchiamo di coinvolgere anche tutti coloro che potrebbero essere interessati al problema. Alcune strategie sono state definite e alcuni percorsi &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=353">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=353">Rifiuti a costo zero &#8211; Cominciamo ad esporre il nostro progetto: &#8220;La gestione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/2013/01/11/rifiuti-a-costo-zero-cominciamo-ad-esporre-il-nostro-progetto-la-gestione/attachment/200991094254/" rel="attachment wp-att-354"><img class="wp-image-354 alignleft" alt="200991094254" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/200991094254.jpg" width="241" height="190" /></a> Il progetto &#8220;Rifiuti a costo zero&#8221; prosegue nella nostra riflessione interna all’associazone.</p>
<p>Mano a mano che ci chiariamo le idee, cerchiamo di coinvolgere anche tutti coloro che potrebbero essere interessati al problema.</p>
<p>Alcune strategie sono state definite e alcuni percorsi possibili elaborati, perché è chiaro che tutto ciò che noi proponiamo nei nostri progetti di riciclo è già stato collaudato, ma non sul nostro territorio e alla nostra mentalità di salentini. Infatti, un errore fatto in passato è stato quello di presumere che un metodo che abbia ottenuto buoni risultati altrove, una volta trapiantato da noi dovesse funzionare senza necessitare di aggiustamenti. Così si è consumato il clamoroso e ormai evidente e costosissimo sistema della raccolta porta a porta. In molti comuni del Salento esiste ormai da 7-8 anni e la raccolta differenziata si è attestata ad un misero 20%. In realtà, ritengo che sia molto più utile adattare il sistema alla mentalità della popolazione locale che cercare di cambiare stili di vita e abitudini delle persone.</p>
<p>Il primo passo che andiamo a prendere in esame è quello di stabilire chi si dovrebbe occupare del riciclo. Anche un ottimo progetto, gestito e amministrato male, darebbe risultati pessimi. Quindi l’argomento assume particolare rilevanza e di seguito esponiamo la nostra idea.<br />
Da alcuni decenni vi è la consuetudine di gestire i servizi pubblici con società di capitali a partecipazione mista pubblico-privato, secondo il modello che ciò che è privato funziona meglio. Soluzione che in realtà non sempre si adatta alla gestione del servizio stesso,</p>
<p>soprattutto quando questo avviene in un mercato monopolistico e quasi.</p>
<p>Questo è dovuto al fatto che il privato ha come interesse prevalente il profitto, mentre il pubblico dovrebbe avere come interesse prevalente la qualità del servizio offerto. Quando si opera in un regime di monopolio, dove chi gestisce il servizio non ha la necessità di accattivarsi la benevolenza del cliente, il servizio erogato tenderà a livellarsi verso il basso come qualità a tutto vantaggio dei profitti nel caso di gestione condotta da privati.</p>
<p><img class="wp-image-356 alignright" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" alt="raccoltadifferenziata1" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/raccoltadifferenziata1.jpg" width="216" height="222" /></p>
<p>In tema di gestione dei rifiuti, non si può correre alcun rischio che in qualche situazione possa prevalere l’interesse del profitto rispetto a quello della salute e del benessere dei cittadini. Pertanto riteniamo che tutte le fasi della gestione dei rifiuti solidi urbani (RSU) debbano essere gestiti da aziende del tipo Cooperativa o società di capitali controllata per il 100% da una fondazione, in ogni caso senza fini di lucro e che siano vincolati per statuto a reinvestire gli eventuali utili sul territorio, sia per migliorare la qualità e la salubrità del sistema di riciclo, sia in servizi utili ai cittadini per il miglioramento della qualità della vita. Lo statuto dovrebbe prevedere meccanismi di prevenzione e limitazione delle derive tipiche delle strutture in cui i politici vengono coinvolti, a vario titolo, ad avere potere decisionale: stipendi eccessivamente alti per determinate figure manageriali, troppe assunzioni, assunzioni clientelari e non meritocratiche in posizioni strategiche, ecc..</p>
<p>In pratica noi ipotizziamo dei centri di riciclo finanziati da alcuni comuni (per un totale di circa 40.000-50.000 abitanti).</p>
<p>Un esempio tipico potrebbe essere proprio l’Unione Ionica Salentina costituita dai Comuni di Alliste, Matino, Melissano, Racale e Taviano. Questi comuni assieme costituiscono un nucleo con una popolazione di circa 47-48.000 abitanti.</p>
<p>La struttura, come vedremo nei prossimi articoli, sarà in grado di gestire i rifiuti a partire dall’indifferenziata. A step successivi si potrebbe riuscire a ottenere materie prime da immettere su mercato, anche di alta qualità. Inoltre, a progetto completato in tutte le sue parti, dovrebbe avere anche quella flessibilità da permettere di gestire le fluttuazioni della domanda del mercato, permettendo per alcuni prodotti, più destinazioni finali durante il ciclo di trattamento.</p>
<p><a  style="font-style: normal; line-height: 24px; text-decoration: underline;" href="http://www.salentoesviluppo.it/2013/01/11/rifiuti-a-costo-zero-cominciamo-ad-esporre-il-nostro-progetto-la-gestione/raccoltadifferenziata/" rel="attachment wp-att-355"><img class=" wp-image-355 alignleft" style="border-color: #bbbbbb; background-color: #eeeeee; margin-top: 0.4em;" alt="raccoltadifferenziata" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/01/raccoltadifferenziata.jpg" width="171" height="171" /></a></p>
<p>Questi sistemi non creano emissioni odorigene durante lo stoccaggio dei rifiuti sia prima, sia durante che dopo il trattamento. Solo durante il travaso dei rifiuti dai camion compattatori che si sono occupati della raccolta alle cisterne a tenuta corredate di appositi filtri per il trattamento dei gas sugli sfiatatoi. Naturalmente, la collocazione più adatta è in una zona industriale anche per evitare che il flusso dei camion crei problemi di traffico e di inquinamento alle città.</p>
<p>Nei prossimi articoli cominceremo a prendere in esame le diverse possibilità per la realizzazione di un primo impianto, programmando successive evoluzioni e progressive misure per rendere più efficienti e vantaggiosi economicamente (inteso nel senso lato del termine).</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=353">Rifiuti a costo zero &#8211; Cominciamo ad esporre il nostro progetto: &#8220;La gestione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il tentativo dell&#8217;Agenda Monti di parlare di ambiente è grottesco!</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 10:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217; Agenda Monti raggiunge e va oltre il ridicolo, ma allo stesso tempo è drammatico, quando parla di &#8220;economia verde&#8221;. Già si presenta male, in quanto rappresentante di lobbies finanziarie e quindi votate al massimo profitto, quindi del tutto incompatibili con &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=526">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=526">Il tentativo dell&#8217;Agenda Monti di parlare di ambiente è grottesco!</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p align="LEFT"><em>L&#8217; Agenda Monti raggiunge e va oltre il ridicolo, ma allo stesso tempo è drammatico, quando parla di &#8220;economia verde&#8221;.</em><br />
<em>Già si presenta male, in quanto rappresentante di lobbies finanziarie e quindi votate al massimo profitto, quindi del tutto incompatibili con uno sviluppo ecosostenibile.</em><br />
<em>Ma quando espone il suo programma in materia ambientale, ciò che poteva essere apparenza diventa sostanza.</em></p>
<p align="LEFT"><em>Infatti, dopo una sequela di idee condivisibili e che elencarle fa &#8220;figo&#8221;, si riduce tutto a trivellazioni selvagge e stoccaggio di gas sotto terra e un&#8217;aumentata attività estrattiva dai pochi giacimenti a disposizione dell&#8217;Italia.</em></p>
<p align="LEFT"><em>La prima parte, quella condivisibile, punta tutto ad una mera possibilità che gli italiani prendano le abitudini tipiche dei popoli nordici e diventino all&#8217;improvviso, dopo oltre 30 anni di tentativi, dei bravi e attenti differenziatori dei rifiuti. Questo dovrebbe avvenire per devozione alla sua persona e senza alcun investimento, in quanto ha affermato che per il momento non è possibile investire&#8230; non ci sono i soldi per farlo perché bisogna continuare con la politica di rigore!</em></p>
<p align="LEFT"><em>Poi afferma che le nostre industrie, già scarsamente competitive per l&#8217;elevata tassazione, dovrebbero accollarsi i costi di una produzione ecosostenibile, ma sempre senza alcun incentivo. Naturalmente, Monti afferma che si dovrebbero dare degli incentivi per questo, ma non precisando i tempi e avendo detto prima che per ora non ci sono soldi&#8230; si capisce che sono cose dette solo perché in campagna elettorale richiamano voti, ma non saranno mai messe in atto.</em></p>
<p align="LEFT"><em>Infine, bisogna tener conto che questo è il Governo che avrebbe voluto permettere perforazioni indiscriminate ovunque, anche in oasi protette come le Isole Tremiti. Se si tiene conto che le Royalties sulle attività estrattive italiane sono tra le più basse del mondo, si comprende come l&#8217;intenzione è quella di favorire i soliti speculatori che avrebbero licenza di inquinare e danneggiare l&#8217;ambiente, a fronte di un beneficio pressoché nullo per il popolo italiano. Un&#8217;operazione tipica da Governo Monti.</em></p>
<p align="LEFT"><em>Infine, sull&#8217;incremento delle attività estrattive, se ne è già fatto un gran parlare con gli accordi &#8220;truffa legalizzata&#8221; tra ENI, Russia e Libia.</em></p>
<p align="LEFT"><em><strong>Insomma tante altre ragioni, anche molto importanti, per decidere di non votare Monti e il suo Centro!</strong></em></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: large;"><span style="font-family: Calibri; font-size: large;"><i>Agenda Monti &#8211; Sfruttare tutto il potenziale dell’economia verde</i></span></span></strong></p>
<p><a  href="http://www.realestatesalento.net/pr/?attachment_id=531" rel="attachment wp-att-531"><img class="alignleft size-full wp-image-531" alt="CONSULTAZIONI AL QUIRINALE" src="http://www.realestatesalento.net/pr/wp-content/uploads/2012/12/mario-monti-1-.jpg" width="400" height="288" /></a>La tutela dell’ambiente è investimento per il futuro e presupposto per vivere meglio il presente. Lavoro e salute non devono più essere alternativi,  ma complementari. Per questa ragione <b>l’economia verde non può essere “altro” dall’economia, ma è parte  integrante  dell’economia</b>.  L’industria,  i  trasporti,   l’agricoltura,  gli  ediﬁci devono riorientarsi secondo i criteri dell’eﬃcienza, del contenimento delle emissioni nocive, dell’impiego di materiali riciclabili e di tecnologie intelligenti  per smaltire  i riﬁuti, boniﬁcare i terreni, ottimizzare il ciclo dell’acqua, mettere in sicurezza il territorio, incentivare la mobilità a basso impatto ambientale. Programmi formativi e incentivi devono facilitare le scelte “verdi”.<br />
<b>Le regole devono essere chiare e ragionevoli </b>-­‐   e la sempliﬁcazione operata dal Governo, ad esempio attraverso la nuova Autorizzazione unica ambientale, è un esempio di come ciò possa essere fatto, <b>ma bisogna essere intransigenti verso chi le viola</b>.<br />
Agli sforzi già in atto  per ridurre e diﬀerenziare la produzione di riﬁuti,  che vanno mantenuti e, se possibile, raﬀorzati, occorre aﬃancare sia una produzione eﬃciente in grado di allungare il tempo di vita dei prodotti, sia un rilancio del riciclo, in linea con i migliori esempi europei dove lo smaltimento in discarica è stato azzerato. Gli standard di qualità europei ci chiamano a cambiare la nostra mentalità in relazione alla  gestione  dei  riﬁuti,  privilegiando, laddove  possibile,  il  riciclaggio e  riutilizzo. Serve puntare ad un risultato <b>di abbassamento  degli smaltimenti  </b>(in Italia riguarda tra  il  50-­‐60%  dei  riﬁutiti.  Per  questo  serve  promuovere  l’innovazione  aprendo  i mercati a prodotti realizzati con materiali riciclati, che dovrebbero essere certiﬁcati e garantiti,  e  alla  produzione e l’utilizzo  di  materie prime biodegradabili cambiare certe abitudini degli italiani. Occorre anche cambiare certi atteggiamenti per creare una vera domanda per le materie “verdi”. In questo anno il governo ha inoltre lavorato molto sull’energia: revisione degli incentivi per le rinnovabili, eﬃcienza energetica,  estrazione di idrocarburi, mercato del gas, liberalizzazione del mercato all’ingrosso dei carburanti e della distribuzione.<br />
A venti anni di distanza dal precedente Piano energetico nazionale è stata presentata una nuova <b>strategia energetica nazionale </b>che fa della crescita sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale, il proprio imperativo e punta a fare del Paese un hub energetico nel Mediterraneo. E’ necessario continuare sulla strada tracciata, dando attuazione alle linee guida della strategia per dare all’Italia una energia meno costosa, più sicura e più sostenibile.<br />
Serve inﬁne procedere ad uno <b>snellimento e sempliﬁcazione della <i>governance </i></b>nel mondo dell’energia, riprendendo la <b>proposta di modiﬁca del titolo V della Costituzione -­‐   </b>per riportare allo Stato le decisioni in materia di infrastrutture energetiche -­‐   accompagnata dall’introduzione, sulla base dell’esperienza dei Paesi nordeuropei, dell’istituto del “<b>dibattito pubblico</b>”.</p>
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		<title>L&#8217;Agenda Monti e l&#8217;informatizzazione della P.A. &#8211; La solita minestra riscaldata!</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2012 11:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Agenda Monti &#8211; Italia 2.0: l’Agenda digitale Nel corso dell’ultimo  anno sono state messe in campo varie misure per colmare il ritardo accumulato dall’Italia nello sfruttare le opportunità oﬀerte  dalle tecnologie ICT. Sono state introdotte misure per favorire la più &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=520">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=520">L&#8217;Agenda Monti e l&#8217;informatizzazione della P.A. &#8211; La solita minestra riscaldata!</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p><strong><i>Agenda Monti &#8211; Italia 2.0: l’Agenda digitale<br />
<a  href="http://www.salentoesviluppo.it/2012/12/29/lagenda-monti-e-linformatizzazione-della-p-a-la-solita-minestra-riscaldata/2011_monti_05/" rel="attachment wp-att-346"><img class="alignleft" alt="2011_MONTI_05" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/2011_MONTI_05.png" width="180" height="189" /></a></i></strong>Nel corso dell’ultimo  anno sono state messe in campo varie misure per colmare il ritardo accumulato dall’Italia nello sfruttare le opportunità oﬀerte  dalle tecnologie ICT. Sono state introdotte misure per favorire la più rapida digitalizzazione della pubblica amministrazione, in modo da ampliare il numero di cittadini che interagiscono con gli uﬃci pubblici attraverso internet, ad esempio per ottenere fatturazioni, certiﬁcati o procedure anagraﬁche o per pagare servizi come i ticket sanitari.  Sotto  la  guida  della  Cabina  di  regia  istituita  dal  Governo  si  sono  fatti progressi nell’attuazione dell’Agenda digitale italiana, che ﬁssa una serie di obiettivi e di azioni da attuare entro il 2020. Occorre continuare il lavoro avviato e raﬀorzarlo lungo i quattro assi delle connessioni infrastrutturali a banda larga e ultra larga, delle <i>smart communities/smart cities</i>, della introduzione dell’approccio “open data” rendendo tutti i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on line, la diﬀusione del “cloud computing”, la nuvola dei dati, per unire e condividere dati provenienti  da  più  istituzioni  e  <i>dell’e-­‐government</i>,  raﬀorzando  gli  incentivi  per l’utilizzo  di  tecnologie  digitali  nei  processi  amministrativi  per  fornire  servizi  ai cittadini<i>.</i></p>
<p><strong><i>Commento<br />
</i></strong><i>Il tentativo di informatizzare la pubblica amministrazione ha avuto inizio oltre vent’anni fa. Si sono spesi decine di milioni di euro con risultati pessimi. Oltre vent’anni fa venne istituita l’AIPA (Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione). Doveva dettare gli standard che avrebbero dovuto uniformare la struttura delle informazioni in possesso della pubblica amministrazione, gli standard per lo scambio di informazioni tra amministrazione e amministrazione e tra amministrazione e cittadino. Doveva occuparsi anche degli standard di digitalizzazione della documentazione (conservare su supporto digitale informazioni come fatture, cartelle cliniche, libri, ecc.).<br />
</i><i>L’AIPA fu trasformata in CNIPA e poi DigitPA, come se cambiando il nome alla struttura poi potesse cambiare la volontà politica di non realizzare le cose.<br />
</i><i>Centinaia di persone Assunte (dirigenti e impiegati) e si occupano di cose minime.<br />
</i><i>La digitalizzazione è iniziata molto prima che il Governo Monti si insediasse ed è rimasta l’eterna incompiuta. Provvedimenti molto più importanti erano già stati approvati e mai attuati. Forse l’unico provvedimento messo in pratica, ma solo in pochissime situazioni, è l’obbligo per la pubblica amministrazione di avere una PEC. Ma mancando gli standard per digitalizzare fascicoli e faldoni, si limita al trasferimento di pochi documenti.<br />
</i><i>Altri provvedimenti approvati e mai attuati per mancanza di sanzioni o per ripetuti rinvii, sono stati il protocollo digitale e l’albo pretorio on-line.<br />
</i><i>Quindi Monti si sta prendendo meriti che non ha, in quanto i suoi provvedimenti non sono stati attuati… come sempre è accaduto negli ultimi venti anni. Né alcun provvedimento è stato preso per rendere la pubblica amministrazione più trasparente. Inoltre, applicare la digitalizzazione richiede investimenti che lui afferma di “non poter” ancora fare. Le solite promesse elettorali che non verranno mai applicate.<br />
</i><i>Ancora fumo negli occhi! Dice cosa andrebbe fatto (ma l’hanno già detto tutti i Governi prima di lui) e non come intende procedere e da dove intende trovare le risorse economiche per attuare quello che promette. Esattamente come tutti gli altri Governi prima di lui. Del resto il suo Governo, ad ogni manovra approvata, ci aveva garantito che, grazie a quei sacrifici, non sarebbe stata aumentata l’IVA, ma poi l’ha aumentata lo stesso. Bugiardo come tutti i suoi predecessori.</i></p>
<p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=520">L&#8217;Agenda Monti e l&#8217;informatizzazione della P.A. &#8211; La solita minestra riscaldata!</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Agenda Monti: un no su tutta la linea! (Cap. 1)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 23:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nella famosa &#8220;Agenda Monti&#8221;, il Presidente del Consiglio uscente descrive cosa farebbe per rendere più competitiva l&#8217;Italia. Bene, io, punto per punto, faccio le mie osservazioni e dico il mio no ad un&#8217;altro disastro Monti dopo quello appena chiuso. Comincio &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=515">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=515">Agenda Monti: un no su tutta la linea! (Cap. 1)</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p>Nella famosa &#8220;Agenda Monti&#8221;, il Presidente del Consiglio uscente descrive cosa farebbe per rendere più competitiva l&#8217;Italia. Bene, io, punto per punto, faccio le mie osservazioni e dico il mio no ad un&#8217;altro disastro Monti dopo quello appena chiuso. Comincio col capitolo sull&#8217;istruzione e la Ricerca.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-516" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" alt="2011_MONTI_05" src="http://www.realestatesalento.net/pr/wp-content/uploads/2012/12/2011_MONTI_05.png" width="180" height="189" /></p>
<p><strong><i>Bisogna prendere sul serio l’istruzione, la formazione professionale e la ricerca.</i></strong></p>
<p>Eppure l’Italia ha un elevato tasso di abbandono scolastico precoce, un livello di performance scolastica più basso rispetto alla media dei Paesi OCSE e un numero di laureati lontano dagli obiettivi ﬁssati dall’Unione europea.</p>
<p><i>Ci continuiamo a preoccupare di quanti laureati sforniamo all’anno e non della qualità dei laureati. Già anni fa i nostri ministri cercarono di risolvere il problema. Riformarono l’università, introdussero le triennali che non sono servite a niente (forse solo nel settore sanitario) e che ora stanno sparendo, crearono decine di nuovi corsi di laurea allo scopo di sistemare altre decine di amici di amici (baroni) e, per finire, ridussero la qualità dei cors,i a danno di chi studiava veramente, facendo diventare la laurea alla portata di tutti e svalutando così l’insieme dei nostri laureati. Inoltre, un maggior numero di laureati e di studenti avrebbe dovuto portare ad un aumento di risorse economiche investite che invece sono state ridotte drasticamente, mettendo in ginocchio tutto il sistema universitario.</i></p>
<p><i>P</i></p>
<p><i>er questo e tanti altri motivi diciamo no alla cura Monti!</i></p>
<p>Da subito occorre <b>completare e raﬀorzare il nuovo sistema di  valutazione  </b>centrato  su  INVALSI  e  INDIRE,  basato  su  indici  di  performance oggettivi e calibrati sulle caratteristiche del bacino di utenza   e dei livelli di entrata degli studenti.</p>
<p><i> </i><i>Si vuole passare ad una valutazione asettica degli studenti, senza tenere conto delle emozioni e di quelle che possono essere le intuizioni di un insegnante che può valutare in modo soggettivo, ma dopo aver seguito un ragazzo per molti anni nei suoi studi. Si vuole </i></p>
<p><i>trasformare le persone in robot, come se intuito ed estro, unici veri motori di innovazione e progresso, fossero valutabili da domande asettiche. Come se l’intelligenza possa essere stimata dalla conoscenza soltanto e non dalla capacità di cogliere quello che non si è ancora capito. Come se chi detiene la conoscenza sia, di certo, capace di trasferirla ai suoi studenti.<br />
</i><i>Per questo e tanti altri motivi diciamo no alla cura Monti!</i></p>
<p>Occorre inserire con gradualità <b>meccanismi di incentivazione dei dirigenti scolastici </b>basati sulla valutazione del rendimento della struttura ad essi assegnata, e <b>degli insegnanti</b>, ad esempio attraverso un premio economico annuale agli insegnanti che hanno raggiunto i migliori risultati.</p>
<p><i>Premiare chi fa bene è giusto, ma per chi fa male? Per chi non è capace di insegnare? </i></p>
<p><i>Per quegli studenti che hanno la sfortuna di incappare in un insegnante incapace? Se la struttura data in mano ai dirigenti, magari anche molto bravi, è scadente? Così com’è oggi la scuola non può funzionare. I dirigenti dovrebbero essere giudicati per scelte su cui non hanno potuto incidere. Non hanno potuto scegliere il personale, non hanno potuto scegliere l’edificio scolastico, né lo possono migliorare, non possono scegliere metodi didattici o educativi. Per cosa dovrebbero essere giudicati?<br />
</i><i>Per questo e tanti altri motivi diciamo no alla cura Monti!</i></p>
<p>Bisogna <b>ridurre il tasso troppo alto (18%) di abbandono scolastico </b>precoce con misure mirate e nuovi investimenti nelle strutture scolastiche. Occorre assicurare a ogni adolescente che esce da un ciclo scolastico <b>un servizio eﬃciente di orientamento scolastico e professionale</b>.</p>
<p><i>Ne siamo certi che sia la strada giusta da intraprendere? Se uno non ha voglia di studiare, che senso ha obbligarlo a frequentare? Finirà la scuola che non avrà imparato nulla di nuovo, avrà rallentato chi voleva studiare di più e sarà troppo grande per imparare un mestiere. E’ un problema che già abbiamo. Bisognerebbe agevolare l’uscita dalla scuola per quei ragazzi che non hanno interesse verso lo studio e guidarli verso un apprendistato. Non c’è nulla di male nell’essere artigiani, commercianti e operai. Una civiltà che si rispetti sa apprezzare e valorizzare l’enorme contributo dato da queste categorie di lavoratori, senza i quali, anche il lavoro dei “laureati” non avrebbe alcun senso.<br />
</i><i>Per questo e tanti altri motivi diciamo no alla cura Monti!</i></p>
<p>Man mano che si riduce il costo del debito pubblico e si eliminano spese inutili, possiamo creare nuovi spazi per investimenti nell’istruzione. La priorità dei prossimi cinque anni è fare un <b>piano di investimenti  in capitale umano</b>. In materia di ricerca, occorre proseguire e aﬃnare il progetto avviato dall’ANVUR per il censimento e la valutazione  sistematica  dei  prodotti  di  ricerca.  Bisogna  inoltre  rilevare  per  ogni facoltà in modo sistematico la coerenza degli esiti occupazionali a sei mesi e tre anni dal conseguimento della laurea, rendendo pubblici i risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Ancora soldi spesi in inutili statistiche, ancor più se si pensa alla situazione recessiva e di inaccessibilità al mondo del lavoro da parte dei giovani. Situazione generata dal Governo Monti con una politica fortemente recessiva (più volte la stessa Europa e lo stesso Draghi hanno contestato questa politica economica chiedendo, oltre al rigore, una necessaria crescita!) e di scarso ricambio generazionale nel mondo del lavoro (incremento della tassazione e riforma pensionistica troppo estrema).<br />
</i><i>Pe</i></p>
<p><i>r questo e tanti altri motivi diciamo no alla cura Monti!</i></p>
<p>E’ prioritario accrescere <b>gli invesFmenti nella ricerca e nell’innovazione</b>, incentivando in particolare</p>
<p>g</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>i investimenti del settore privato, anche mediante agevolazioni ﬁscali e raﬀorzando il dialogo tra imprese e università. Bisogna rendere le università e i centri di ricerca italiani più capaci di competere con successo per i fondi di ricerca europei, sulla scorta del lav</p>
<p><i><br />
La cura di Monti per incentivare la ricerca è tutta basata sull’intervento dei privati e della Comunità Europea. Da parte dello Stato non sono previsti investimenti. La cosa è molto grave visto che l’Italia investe in questo settore quanto un paese sottosviluppato.</i>oro avviato nei mesi passati.</p>
<p><i>Per questo e tanti altri motivi diciamo no alla cura Monti!</i></p>
<p>Continua&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=515">Agenda Monti: un no su tutta la linea! (Cap. 1)</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Progetto &#8220;Rifiuti a costo zero&#8221; &#8211; Trattamento rifiuti indifferenziati</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 10:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti a costo zero]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Eccoci qui di ritorno dopo aver annunciato l’avvio del progetto “Rifiuti a costo zero”. Purtroppo, quando si comincia uno studio, occorre conoscere bene quali sono i punti di partenza, in quanto, nel mondo dei rifiuti, come in tutte le attività &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=563">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=563">Progetto &#8220;Rifiuti a costo zero&#8221; &#8211; Trattamento rifiuti indifferenziati</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p>Eccoci qui di ritorno dopo aver annunciato l’avvio del progetto “Rifiuti a costo zero”.</p>
<p>Purtroppo, quando si comincia uno studio, occorre conoscere bene quali sono i punti di partenza, in quanto, nel mondo dei rifiuti, come in tutte le attività umane, è impossibile trovare soluzioni ad impatto ambientale zero. Si tratta, quindi di trovare soluzioni che abbiano il minore impatto possibile.</p>
<p>In questo periodo abbiamo approfondito quella che è la situazione rifiuti nel Salento. Non è ancora un lavoro finito, ma le idee sono molto più chiare oggi rispetto ad un mese fa.</p>
<p>I problemi ambientali creati dai rifiuti sono di diversi tipi:</p>
<ol>
<li>Abbiamo un impatto dovuto all’ingombro. All’occupazione di spazi che abbiano caratteristiche adeguate a contenere l’enorme massa di rifiuti solidi urbani (RSU). Spazi che cominciano ad essere sempre più difficili da individuare, anche e giustamente, a causa di normative sempre più stringenti a tutela della salute umana e dell’ambiente.</li>
<li>Un secondo problema è l’inquinamento. L’inquinamento dell’aria, del suolo e delle falde acquifere. L’enorme quantità di RSU che viene accumulata, emette nell’aria gas che vanno dal tossico, al “semplice” cattivo odore, all’effetto serra, all’aumento del buco dell’ozono, in quantità non trascurabili. Inoltre, il vento, le piogge, ma anche le stesse acque di percolazione, trasportano gli inquinanti a distanza e in profondità nel terreno causando effetti collaterali all’ecosistema circostante, difficilmente prevedibili. Le falde superficiali rischiano di subire infiltrazioni periodiche, soprattutto nei periodi più piovosi, che poi, con l’irrigazione nei periodi più secchi vanno ad inquinare i campi agricoli. Altri trasportatori involontari di inquinamento, sono quegli animali che in questi luoghi si nutrono. Per non parlare dello sviluppo di animali infestanti e veicolo di infezioni anche pericolose (topi, mosche, zanzare)</li>
<li>L’impatto paesaggistico. Non è mai piacevole vedere queste vaste distese di terreni ricoperte di rifiuti, ormai, sempre più spesso oltre il limite di capienza previsto in fase di autorizzazione.</li>
</ol>
<p>Inoltre, proprio per la disomogeneità delle varie componenti, è praticamente impossibile monitorare le emissioni in modo adeguato. Si potrebbero elencare altri motivi per cui le discariche devono diventare il luogo dove giungono il minor numero possibile di RSU. E’ la soluzione da deprecare in tutti i modi!</p>
<p>Come ottimizzare questo risultato è quello di cui ci occuperemo da ora in poi.</p>
<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/discarica.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-563" title="discarica"><img class="alignleft size-medium wp-image-261" title="discarica" alt="discarica" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/discarica-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Il sistema attuale di raccolta dei rifiuti permette una raccolta differenziata che si è attestata attorno al 20% per il Salento.  Dopo un lieve e progressivo aumento ottenuto nei primi anni di adozione del metodo, da alcuni anni, si è stabilizzata se non addirittura decresciuta. Questo metodo, costato ai cittadini cifre tutt’altro che modeste, a distanza di qualche anno, sta dimostrando tutti i suoi limiti. Il rapporto costi/benefici è stato sicuramente svantaggioso e nulla è stato fatto dalle amministrazioni locali per cercare di riparare a questo fallimento. Se si tiene conto che in questi anni è aumentata l’attenzione della gente verso la raccolta differenziata, probabilmente, questo standard di raccolta differenziata, sarebbe stato comunque raggiunto. Diventa allora difficile stabilire quale sia stato il beneficio effettivo di questo metodo di raccolta. Tuttavia, non è ancora questo il momento per occuparci della raccolta differenziata, ma vedremo che anche su questo si può migliorare notevolmente.</p>
<p>Per ora ci basti sapere che oggi si ritiene che l’80-90% dei rifiuti sono riciclabili o, almeno, riutilizzabili in qualche modo. Ma sono risultati di eccellenza a cui bisogna ambire, ma noi riteniamo raggiungibili, in tempi ragionevoli, risultati compresi tra il 50-60% di differenziato.</p>
<p>Che la raccolta differenziata sia stata più o meno efficiente, resterà sempre un residuo, più o meno abbondante che dovrebbe essere diretto in discarica.</p>
<p>La matrice indifferenziata può essere utilizzata in qualche modo?</p>
<p>La risposta è: certamente sì!</p>
<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/impianto_cdr_fusina.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-563" title="CDR Fusina"><img class="alignright size-medium wp-image-262" title="CDR Fusina" alt="CDR Fusina" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/impianto_cdr_fusina-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>La frazione indifferenziata, sottoposta ad un ulteriore procedimento di separazione automatica delle parti metalliche e inerti (p.e. vetro), può essere convertito in CDR (combustibile derivato da rifiuti) ed immesso sul mercato. Se il CDR rispetta determinati parametri viene considerato CDR-Q, un combustibile normalmente utilizzabile nelle normali caldaie o stufe a pellet senza alcuna modifica impiantistica. In questo caso si prenderebbero dei contributi (conto energia) in base al nuovo sistema dei certificati verdi. In questo caso, il CDR-Q ,diventerebbero un discreta fonte di reddito.</p>
<p>Ma il CDR può essere utilizzato in co-combustione negli impianti termoelettrici e nei cementifici andando a sostituire parte del carbone che normalmente viene utilizzato.</p>
<p>Nel Salento abbiamo impianti come la centrale termoelettrica di Cerano (BR) e il Cementificio Cementir a Taranto  e, forse, anche alcuni processi dell’ILVA potrebbero essere parzialmente alimentati da CDR.</p>
<p>Sono industrie di cui subiamo tutti effetti più deleteri del loro inquinamento in un delicato e dramatico equilibrio tra diritto al lavoro e diritto alla salute (come sta dimostrando il caso ILVA). Non è questa la sede per occuparci di quanto sia prevalente l’uno o l’altro diritto. Di certo sono realtà che sono presenti e di cui, probabilmente, il Salento non potrà farne a meno ancora per parecchi anni. Allora, bisogna cercare di convivere con esse cercando di renderle sempre più compatibili con le comunità che sono costrette a subirle e cercare di sfruttarne le opportunità.</p>
<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/ceranoenel.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-563" title="Cerano ENEL"><img class="size-medium wp-image-263 alignleft" title="Cerano ENEL" alt="Cerano ENEL" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/ceranoenel-300x234.jpg" width="300" height="234" /></a>Per quanto segue mi baso sui risultati raggiunti a Venezia grazie ad un accordo raggiunto tra Regione Veneto, Provincia  e Comune di Venezia con l’ENEL, oggi vengono utilizzati ben 70.000 tonnellate/anno di CDR per la produzione di energia elettrica in sostituzione del carbone. Si conta di raggiungere a regime una fornitura pari a circa 100.000 ton/anno. La centrale termoelettrica Veneziana ha una capacità produttiva pari a circa la metà di quella di Cerano. E’ quindi prevedibile che la centrale di Cerano potrebbe assorbire qualcosa come 170.000 (e probabilmente anche più) tonnellate di CDR all’anno, pari a circa 300.000 ton/anno di RSU indifferenziati, e di cui solo meno del 10% potrebbe finire in discarica  (circa 20 &#8211; 30.000 tonnellate).</p>
<p>Anche se l’inquinamento emesso dalla centrale non subirebbe variazioni significative, verrebbe sottratto un inquinamento enorme dalle discariche che emetterebbero un inquinamento equivalente aggiuntivo, ma incontrollato. Infatti le centrali, i cementifici e le varie industrie, sono dotati di sistemi più o meno efficienti di riduzione dell’inquinamento mentre le discariche ne sono assolutamente prive.</p>
<p>Probabilmente, le industrie presenti nel Salento sono sufficienti, presupponendo una buona raccolta differenziata, a coprire il proprio fabbisogno se non, addirittura, accogliere rifiuti provenienti da altre parti della Puglia, senza aumentare la quantità di emissioni inquinanti, facendo così sparire, quasi del tutto, le discariche.</p>
<p>Facciamo un esempio:</p>
<p>Taviano, comune di circa 12.000 abitanti, conferisce in discarica circa 5.000 ton/anno di RSU indifferenziati.</p>
<p>Nell’esempio preso in esame si devono tener presente che si tratta di una semplificazione:</p>
<ol>
<li>Teniamo presente che la quantità di RSU indifferenziati può essere ridotta da una migliorata raccolta differenziata che oggi si attesta ad un 20% scarso. La raccolta differenziata conferisce ai rifiuti un più elevato valore aggiunto. Quindi si otterrebbero economie minori in questo processo, ma molto più elevate nel processo totale di trattamento dei rifiuti. Questa che andiamo ad esaminare è, pertanto,  una delle situazioni a più basso rendimento economico.</li>
<li>Inoltre, bisogna tener presente che queste devono essere iniziative consortili che interessano più comuni (p.e. l’Unione de Comuni Alliste, Matino, Melissano, Racale e Taviano) e comprenda una popolazione di almeno 50.000 abitanti.</li>
</ol>
<p>Il costo stabilito dall’ATO per conferire gli RSU in discarica è di ca. 96,00 €/ton.</p>
<p>5.000 x 96=480.000</p>
<p>A questa cifra, vanno aggiunte altre ca. 40,00 €/ton per il trattamento degli RSU presso l’impianto di essiccazione:</p>
<p>5.000 x 40= 200.000 per un costo totale di 480.000+200.000=680.000</p>
<p>Invece, in seguito al trattamento, si avrebbe un massimo di 500 ton/anno (circa il 10% senza ulteriori processi di differenziazione) da conferire in discarica.</p>
<p>500&#215;96=48.000 €                500&#215;40=20.000 €                   Totale 68.000</p>
<p>Con un risparmio di 680.000-68.000=612.000 €/anno</p>
<p>Dalle 5.000 ton trattate si ottengono, considerando un rendimento del 55%, CDR pari a:</p>
<p>5.000&#215;55/100=2.750 ton di CDR che venduti anche a 100 €/ton (meno del prezzo del carbone pagato dall’ENEL) produrrebbero altri 275.000 €.</p>
<p>Anche ammettendo che questa cifra serva a coprire i costi di trasformazione (ma così non è perché l’impianto dovrebbe in realtà servire più comuni e il costo verrebbe condiviso), avrebbe comunque prodotto alcuni posti di lavoro, portato al risparmio di oltre 600.000 €.</p>
<p>Non abbiamo considerato eventuali contributi regionali, che sono disponibili, assegnati a progetti di riduzione dell’inquinamento e di ottimizzazione di utilizzo degli RSU, né gli eventuali incentivi statali per i certificati verdi in caso di CDR-Q che potrebbero rappresentare una componente cospicua di guadagno. Altre economia sono individuabili. Il tutto permetterebbe di creare, grazie a un consorzio di comuni, un impianto i cui costi verrebbero ammortizzati in pochi anni, senza alcun aggravio per i cittadini, e creerebbe nuova occupazione. Questi argomenti verranno esaminati in dettaglio più avanti.</p>
<p>Ora mi piacerebbe ricevere commenti e osservazioni su quanto descritto in questo articolo.</p>
<p>Per approfondimenti:</p>
<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/fusina_cdr.pdf">LA CO-COMBUSTIONE DEL CDR:</a><br />
<a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/fusina_cdr.pdf">L’ESPERIENZA DEL POLO INTEGRATO DI FUSINA</a><br />
<a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/12/fusina_cdr.pdf">M. Grosso, L. Rigamonti</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=563">Progetto &#8220;Rifiuti a costo zero&#8221; &#8211; Trattamento rifiuti indifferenziati</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti a costo zero</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 23:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti a costo zero]]></category>
		<category><![CDATA[costo zero]]></category>
		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Inizia un altro ambizioso progetto dell’Associazione “Salento &#38; Sviluppo” ONLUS. Nell’era dei rottamatori, noi andiamo controcorrente e diventiamo “I Riciclatori”! Parte il progetto “Rifiuti a costo zero”! Lo scopo è di trovare soluzioni di riciclaggio dei rifiuti che non abbiano &#8230; <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=562">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p><p>L'articolo <a href="http://www.realestatesalento.net/pr/?p=562">Rifiuti a costo zero</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.realestatesalento.net/pr">Real Estate Salento</a>.</p>]]></description>
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<p><a  href="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/11/riciclo.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-562" title="riciclo"><img class="alignleft size-medium wp-image-233" title="riciclo" alt="riciclo" src="http://www.salentoesviluppo.it/wp-content/uploads/2012/11/riciclo-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Inizia un altro ambizioso progetto dell’Associazione “Salento &amp; Sviluppo” ONLUS.</p>
<p>Nell’era dei rottamatori, noi andiamo controcorrente e diventiamo “I Riciclatori”!</p>
<p>Parte il progetto “Rifiuti a costo zero”! Lo scopo è di trovare soluzioni di riciclaggio dei rifiuti che non abbiano costi sulla popolazione che li produce, o addirittura trasformarli in risorsa economica.</p>
<p>Numerosi sono i comuni che , ormai, riescono ad utilizzare al meglio i rifiuti abbattendo notevolmente i costi sui cittadini. Riteniamo che il Salento in questo ha una notevole arretratezza. Arretratezza spesso voluta visto la montagna di soldi che viene mossa dal settore. I cittadini non si possono più permettere questo spreco di denaro e allora il nostro scopo è dimostrare che oggi i rifiuti possono essere trattati a costo zero e produrre posti di lavoro e ricchezza se gestiti adeguatamente.</p>
<p>Il Centro Servizi Vedelago è il caso più evidente di “buona gestione dei rifiuti”. Serve un bacino di 50.000 abitanti, hanno creato posti di lavoro (70 dipendenti propri ed è stato calcolato un indotto di 9200 posti di lavoro). Ma un numero sempre maggiore di realtà piccole e grandi, stanno raggiungendo questo traguardo.</p>
<p>Con la crisi in corso, non ci possiamo più permettere che quella che per altri è una risorsa, qui da noi vada sprecata in discariche costituendo un problema per l’ambiente, per la salute dei cittadini e per l’economia già disastrata del nostro Salento.</p>
<p>Abbiamo attivato un <a  title="Rifiuti a costo zero" href="http://www.facebook.com/groups/381708081914186/" target="_blank">gruppo</a> per collaborare tutti insieme al raggiungimento del risultato. Vi preghiamo di utilizzare questo gruppo, solo ed elusivamente, per pubblicare informazioni e discussioni sull’argomento rifiuti. Il gruppo è aperto, pertanto chiunque può partecipare, tuttavia vi invitiamo ad iscrivervi per seguire da vicino la discussione. Invitiamo tutti a segnalarci casi, articoli, trattamenti anche al di fuori del confine Italiano che ci possano aiutare a completare il nostro panorama di conoscenze. Inoltre, discuteremo di vari argomenti senza pregiudizi e verificando tutti i pro e i contro con serietà. Si sta parlando di decine di milioni di euro che potrebbero produrre un numero enorme di posti di lavoro e invece, oggi, vengono buttati in discarica senza produrre ricchezza alcuna se non per pochi soliti noti.</p>
<p>Abbiamo già attivato una e-mail dedicata a cui potete spedire le vostre segnalazioni: <a  href="mailto:reciclo@salentoesviluppo.it">reciclo@salentoesviluppo.it</a>.</p>
<p>Il responsabile del progetto è il Dottor Alberto Stefani laureato in Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio.</p>
<p>Per il bene di tutti noi, vi chiediamo di collaborare attivamente.</p>
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