Racale, centrale a biogas – Ancora rifiuti!

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Ancora delle precisazioni sulla centrale a biogas di Racale.

Che la sansa sia un rifiuto è ormai materia priva di ogni dubbio.

Abbiamo cominciato, nel precedente post, a prendere in esame le altre biomasse per verificare la loro identità come rifiuto. Anche per le acque di vegetazione, risulta difficile una loro collocazione tra i sottoprodotti.

Ora prendiamo in esame gli effluenti zootecnici.

Gli effluenti zootecnici, a parte la difficoltà di dimostrare la certezza dell’utilizzo da parte del produttore, questa biomassa è elencata tra i rifiuti nell’allegato D alla parte quarta del codice dell’ambiente, al punto 020106 – “feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti, raccolti separatamente e trattati fuori sito” .

Quando, inoltre, il loro utilizzo per produrre energia richiede la trasformazione in biogas, e quindi una trasformazione tramite un successivo processo produttivo, essi esulano dalla nozione generale di sottoprodotto di cui all’articolo 183 dello stesso D. lgs, i cui requisiti devono ritenersi cumulativi.

La sopravvenuta normativa di cui al D. lgs. n. 4 del 2008, modificando l’articolo 185 del d.lgs. n. 152/2006, ha incluso “potenzialmente” i liquami tra i sottoprodotti qualora utilizzati per produrre biogas. Tuttavia, i liquami non sono inclusi automaticamente tra i sottoprodotti, ma soltanto qualora siano soddisfatte le condizioni di cui alla lettera p). Inoltre, la modifica vale solo per aziende agricole che utilizzino gli effluenti all’interno di impianti aziendali o interaziendali, escludendo di fatto la Sansenergy Racale S.r.l.:

“…materiali fecali e vegetali provenienti da attività agricole utilizzati nelle attività agricole o in impianti aziendali o interaziendali per produrre energia o calore, o biogas…”

Ancora una volta il legislatore intende premiare i piccoli impianti gestiti dagli stessi produttori dei rifiuti.

Infatti questo è l’unico modo affinché tali impianti siano veramente a basso impatto e a filiera cortissima.

Come si vede, man mano che i giorni passano, la documentazione a favore di un procedimento di valutazione di impatto ambientale approfondito diventa sempre più necessario, in quanto, quella che si è voluta far passare per una centrale elettrica pulita, è in realtà un grande centro di recupero rifiuti (ca. 40.000 t/a) alle porte della Città di Racale, con tutte le conseguenze che questo comporterà in termini di disagio per i racalini.

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