Racale – Biogas? No, grazie! Perchè il progetto é soggetto alla V.I.A. e perchè non potrà avere parere favorevole.

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • Delicious
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Cerchiamo di mettere a fuoco il problema.

La centrale a biogas è soggetta alla V.I.A. perchè:

non appartiene a nessuna delle categorie che possono godere di procedure semplificate e l’impatto ambientale che ne deriverebbe dalla sua realizzazione è tutt’altro che trascurabile, come si può rilevare dalle osservazioni contenute nella nostra relazione. Si è tentato di far passare il progetto come se si utilizzassero sottoprodotti di lavorazioni (per poter saltare la V.I.A. – Valutazione di Impatto Ambientale) per alimentare il processo di digestione anaerobica e, invece, abbiamo dimostrato che, almeno una parte (la sansa), sono rifiuti da mettere in riserva quantitativi enormi. In questo modo l’attività della società Sansenergy Racale S.r.l. diventa di “recupero rifiuti” e, se l’impatto ambientale è rilevante, viene già definito dalla legge (D.M. 05/02/98) …e lo è! Dovrà sottoporsi alla procedura di V.I.A..

La centrale non si può fare perché è la legge a dirlo in tutte le salse.

Uno dei requisiti per ottenere un parere favorevole di V.I.A. è l’equa distribuzione dei vantaggi tra comunità di abitanti, l’ambiente e il richiedente. In questo caso ci è stato impossibile trovare un beneficio, sia pur minimo, per gli abitanti e l’ambiente ma immensi sono quelli della Sansracale S.r.l.. Oltretutto, non è che gli abitanti del posto non abbiano benefici ma, addirittura, un netto peggioramento del rischio della salute e di inquinamento ambientale e per alcuni anche i costi del riscaldamento. Infatti, se aumenta la richiesta di sansa il suo prezzo sale (caldaie a sansa per il riscaldamento domestico).

L’impianto, contrariamente a quanto dichiarato dalla società, non è conforme alle indicazioni del P.E.A.R. (Piano Energetico e Ambientale Regionale). Si tratta del piano che la Regione Puglia ha adottato per produrre energia. Per fare le centrali si devono seguire, per il bene dei cittadini pugliesi, queste regole. Nel piano è previsto l’utilizzo della sansa come biomassa ma per combustione diretta in piccoli impianti. La combustione deve avvenire durante la fase di produzione della sansa presso i produttori.

Non è a norma con le indicazioni B.A.T. (Best Available Tecniques), una norma europea recepita dall’Italia nel 2006, cioè, l’obbligo di utilizzare la miglior tecnica disponibile per un processo. Questo vuol dire ottenere il massimo beneficio possibile (quantità di energia) producendo meno inquinamento possibile e meno rifiuto residuo possibile. Per la sansa la B.A.T. è la combustione diretta. Infatti, né i tecnici esperti della Regione Puglia chiamati a redigere il P.E.A.R., né il Ministero dell’Ambiente nel suo D.M. 05/02/1998, hanno previsto la possibilità di far utilizzare la sansa come biomassa nei processi di digestione anaerobica.

Non è stata una dimenticanza… non si può fare.

Per una volta, leggi europee, nazionali e regionali concordano nel risultato finale!

Poi ci sono decine di altre segnalazioni all’interno della relazione che indicano che, qualora il progetto dovesse essere approvato, probabilmente non funzionerà mai e, qualora dovesse funzionare costituirebbe fonte di insalubrità e di impatto ambientale.

Insomma, mille motivi per dire no ad un progetto che non doveva neanche essere presentato!

Leggi relazione integrale

Dr. Giovanni Palese

Ing. Alberto Stefani

Share and Enjoy

4 thoughts on “Racale – Biogas? No, grazie! Perchè il progetto é soggetto alla V.I.A. e perchè non potrà avere parere favorevole.

    • Oggi esistono tecnologie adeguate che accompagnate ad un po’ di buon senso, possono rendere questo tipo di impianti a basso impatto.
      Purtroppo in questo progetto, ci sembra manchino sia le une che l’altro. Non vorrei che si pensasse che tutti gli impianti siano incompatibili.

      • C’è qualcuno disposto a mettere la mano sul fuoco circa il “buonsenso” che qualcuno (e chi poi?) dovrebbe adottare?
        Ma lo sapete che ci sono industrie che bruciano i rifiuti invece di smaltirli secondo legge? E parlo di Salento, parlo proprio di quelle zone su cui dovrebbe essere installata la centrale.
        Quale “buonsenso” guida quelle persone che fanno respirare plastica bruciata ai loro dipendenti (e ai loro stessi figli)?
        Quale “buonsenso” avevano quei funzionari che, una volta scoperti i rifiuti bruciati in campagna, suggerirono ed accettarono la scorciatoia per far “assolvere” il vero responsabile?
        Sul “buonsenso” non si costruisce nulla.
        Occorrono certezze “certificate”. E non bastano nemmeno.
        Tra parentesi, lo sapete che i famosi “certificati di Qualità” sono una truffa allestita per far girare del denaro per compilare dei documenti che servono solo a dimostrare cose che NON esistono?
        Né buonsenso né certificazioni di qualità.
        Su queste cose non si scherza.

        • Il tema affrontato è molto complesso.
          Ma, senza pretendere di convincere nessuno di ciò che dico, vi assicuro che quando non c’era la plastica, i nostri figli morivano di più, la mortalità infantile era circa 10 volte superiore. Anche per gli adulti le cose non andavano meglio: vita media inferiore a 50 anni. Io ribalterei la cosa: “i nostri figli vivono grazie a questo”. Si può fare di più? Si può fare meglio? Certamente sì!

          Il buonsenso di chi? Di tutti, senza demandare al buonsenso di qualcun altro che faccia le cose al nostro posto.
          Se sai che i rifiuti vengono gestiti con modalità non conformi alla legge, denunciali! Non aspettare che qualcun altro lo faccia al tuo posto! Gridarlo sul sito serve a poco.
          Secondo me la centrale non rispettava le regole, ho approfondito il caso, ho osservato quelli che secondo me erano i problemi, li ho segnalati! Ma non sul sito soltanto… la relazione preparata da me e da Alberto, è stata presentata ufficialmente agli uffici del Comune di Racale, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia. Non mi sono aspettato che qualcun altro lo facesse al mio posto.

          Ricordiamoci che nessun governo può essere migliore del popolo che l’ha eletto e, se davvero vogliamo che le cose cambino, dobbiamo cominciare da noi stessi.
          Giovanni Palese

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>