Un breve commento alle affermazioni contenute in un manifesto pubblicato da “Diversi per passione” su Facebook.
“Il comune in simili situazioni è quasi sovrano e, comunque, sempre determinante”. Potrei riportare diverse sentenze di TAR di diverse regioni di Italia che affermano l’esatto contrario. Sia per quanto concerne la fase di screening (che è quella attualmente in corso per il progetto della Sansenergy), sia in fase di V.I.A.. Non vuol dire che voi non abbiate ragione ma le affermazioni si fanno argomentandole con dati oggettivi (articoli di legge o sentenze) non per astratto (tutti sanno che…, si sa che…)
“Mille sarebbero i modi e le motivazioni per rifiutare la proposta”. Ma poi non se ne riporta nemmeno una a titolo di esempio.
“…che il PUG è solo ancora un auspicio di qualcuno anche quando sarebbe il giusto motivo per impedire questo progetto di biogas.”. La presenza di un PUG approvato non avrebbe sortito alcun effetto sulla valutazione in corso. La conferenza approva in deroga ai vincoli presenti nell’area. Vincoli già presenti (terreno agricolo) ma non sufficienti a detta delle perizie di parte. Se, invece, si è a conoscenza di informazioni che sono in contrasto con quanto dichiarato nelle perizie, si prega di indicarle.
- Integrazione alla relazione (download)
Per alcuni giorni ho evitato di intervenire sull’argomento centrale biogas di Racale.
Il motivo è che volevo lasciare del tempo alla riflessione per poi valutare i successivi passi da seguire.
In particolare volevo verificare se, l’attuale maggioranza o l’opposizione, avessero in qualche modo saputo cogliere l’occasione che avrebbe potuto trasformare la costruzione della centrale in sviluppo. Pur avendo manifestato la Sansenergy la disponibilità ad una trattativa e pur avendo informato entrambe le compagini di governo cittadino (maggioranza e opposizione) di questa possibilità, nessuno l’ha sondata, indipendentemente dal risultato finale che si sarebbe raggiunto (accordo o non accordo).
L’amministrazione cittadina, alcuni giorni fa, organizzò una pessima assemblea pubblica. In questo contesto, gli esperti convocati, hanno finito di parlare di tutt’altro in quanto non conoscevano l’argomento oggetto del dibattito. L’azienda che presentava il progetto si è espressa in modo ambiguo facendo aumentare la diffidenza della gente nei confronti dell’impianto. I cittadini, che avevano cercato di approfondire per proprio conto le problematiche, hanno esposto i propri dubbi senza avere un interlocutore competente che li potesse confermare o smentire.
Quindi, quella che avrebbe dovuto essere un’occasione di chiarimento e finita per confondere del tutto le idee ai partecipanti. Compresi anche gli assessori.
Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione in cui abbiamo una giunta che non ha saputo trovare risposte per se e, ancor meno, è stata in grado di darne ai cittadini. Inoltre, si sente presa tra due fuochi: da una parte i cittadini (almeno la parte rumorosa della città) che tenderebbero a non volere la centrale e, dall’altra, ci sono le ragioni di partito e le pressioni politiche che premono affinché venga fatta. Una opposizione che non ha saputo sfruttare l’occasione per dimostrare di essere un’alternativa valida all’attuale maggioranza. Un’azienda che vuol fare un impianto di cui già il progetto presenta un discreto numero di lacune. In una situazione così confusa credo che sia meglio che l’impianto non venga realizzato. Ne verrebbe fuori un gran pasticcio.
Per conoscere le motivazioni in base alle quali riteniamo che l’impianto non debba e non possa essere realizzato bisognerà leggere la relazione.
L’ufficio ambiente provinciale sembrerebbe non volere prendere in considerazione il fatto che ciò che si utilizza per alimentare il digestore sia rifiuto. Se questo fosse vero, chiudendo gli occhi su tale eventualità, si corre il rischio che l’azienda, ad impianto ultimato, non lo possa usare perché commetterebbe il reato di trattamento illecito di rifiuti. Per di più la Provincia rischierebbe di dover pagare i danni alla Sansenergy, per risarcire la spesa per l’edificazione della centrale, che sarebbe costruita con regolare licenza.
Meglio per tutti, anche per l’azienda, chiarire subito la questione. Secondo noi ci sono evidenze che lasciano poco spazio ad interpretazioni. Quelli gestiti dalla Sansenergy, sono rifiuti e non sottoprodotti. In tal caso, tutto il progetto andrebbe in crisi e sarebbe da rifare, sempre che, come faremo vedere nella relazione, rifarlo possa avere un senso. Naturalmente, gli unici ad avere dubbi al riguardo sono la Sansenergy (com’è ovvio che sia) e, pare, il Servizio Ambiente della Provincia. Ma, quel che più importa, è che i giudici non hanno dubbi al riguardo: si tratta di rifiuti! (come hanno più volte ribadito nelle sentenze della Corte di Cassazione).
- Integrazione alla relazione (download)
Approfondimenti
- La sansa di olive non rientra nei sottoprodotti: di regola – salvo eccezioni – è rifiuto.
- Per la cassazione sulle sanse umide non ci sono incertezze: non sono rifiuti solo se utilizzate per finalità agronomiche.
- la sansa e le acque di vegetazione rientrano nella categoria dei rifiuti.
